Mattia Battistini: il baritono dei Re e il Re dei baritoni

Mattia Battistini, baritono, è stato uno dei massimi esponenti dell’arte del canto di tutte le epoche.

Mattia Battistini, baritono, è stato uno dei massimi esponenti dell’arte del canto di tutte le epoche. Nato a Roma il 27 febbraio 1856, a soli 21 anni, nel 1877, esordì al Teatro Argentina di Roma ne “La favorita” di G. Donizetti, riscuotendo un immediato successo. Proseguì quindi la sua carriera artistica, sempre accolto con il massimo favore del pubblico, nei principali teatri d’Italia e all’estero (Buenos Aires, Madrid, Londra, Parigi, Vienna). Un’accoglienza particolarmente calorosa gli fu tributata in Russia, dove tornò ininterrottamente dal 1888 al 1914. Battistini ebbe in repertorio circa cento lavori operistici più un grande numero di brani da camera, come testimoniato dal cospicuo elenco delle sue incisioni discografiche. Cantò fino all’anno precedente la sua morte, avvenuta il 7 novembre 1928.
Ancor oggi, a circa un secolo dalla morte, la figura di Battistini è avvolta da un’aura del tutto speciale per il sommarsi di vari aspetti. Nonostante la lunghissima carriera, infatti, egli seppe conservare nella sua voce purezza di timbro, notevole sonorità, ampia estensione, fiati lunghissimi e facilità nelle “mezze voci”. Unanimi, inoltre, furono le lodi alla nobiltà del suo fraseggio, alla cura dei minimi dettagli interpretativi sia sul piano vocale sia su quello scenico, anche grazie alla particolare ricchezza e fedeltà storica dei costumi, cui i divi canori erano soliti provvedere autonomamente. Per quanto fosse riconosciuto come l’ultimo esponente della scuola belcantistica del primo Ottocento, in aperta controtendenza rispetto all’imperante Verismo dell’epoca in cui visse, ricevette la stima incondizionata di grandi compositori a lui contemporanei come Verdi, Puccini, Mascagni, Rubinstein, Saint-Saëns; Massenet, addirittura, modificò le parti vocali dei protagonisti maschili di Thaïs e di Werther perché egli potesse agevolmente interpretarle. Non stupisce, insomma, che Mattia Battistini fu artista prediletto dal pubblico più esigente e raffinato, tanto da essere definito “Il baritono dei Re, il Re dei baritoni”.


Foto 01 - Il piccolo Mattia con il nonno Giovanni Battistini (Comune di Contigliano, Archivio Fotografico Battistini - Serie A, n. 008)

Mattia Battistini: the baritone of Kings and the King of baritones

Mattia Battistini, baritone, was one of the greatest exponents of the art of singing of all ages. Born in Rome on February 27th, 1856, at the age of 21, in 1877, he made his debut at the Teatro Argentina in Rome in “La Favorita” by G. Donizetti and enjoyed immediate success. He continued his artistic career, always received with the greatest favour of the public, in the main theatres of Italy and abroad (Buenos Aires, Madrid, London, Paris, Vienna). A particularly warm welcome was given to him in Russia, where he returned uninterruptedly from 1888 to 1914. Battistini had in his repertoire more than one hundred operas and a large number of chamber pieces, as evidenced by the conspicuous list of his recordings. He sang until the year before his death, on 7th November 1928. Even today, about a century after his death, the figure of Battistini is surrounded by a very special aura for a series of reasons. Despite his long career, in fact, he was able to preserve in his voice purity of timbre, remarkable sonority, extended vocal range, very long tones and ease in the “half voices”. Unanimously, moreover, were the praises to the nobility of his phrasing, to the care of the smallest details on vocal, stylistic as well as interpretative aspects, also thanks to the richness and historical accuracy of his costumes, that the singing stars of those times used to provide for themselves. Although he was recognized as the last exponent of the bel canto school of the early 19th century, in open contrast to the prevailing Verismo of the time he lived in, he received the unconditional esteem of great contemporary composers such as Verdi, Puccini, Mascagni, Rubinstein, Saint-Saëns; Massenet; he even modified the vocal parts of the male protagonists of Thaïs and Werther so that he could easily interpret them. It is not surprising, in short, that Mattia Battistini was the favourite artist of the most demanding and refined public, so much to be called “The baritone of the kings, the king of baritones”.


Photo 1 - Little Mattia with his grandfather Giovanni Battistini (Municipality of Contigliano, Battistini Photo Archive - Serie A, n. 008)

Pagina aggiornata il 06/05/2024

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